chiesa di San Rocco



La chiesa di S. Rocco venne concepita come oratorio isolato, posto su un pendio, ad oriente dell'abitato, dal quale dista una decina di minuti di cammino.
Non si conosce la data della sua costruzione e limitatissime sono le fonti documentarie ad essa legate.
I primi dati storici rintracciabili sono racchiusi nei faldoni della Visite Pastorali, compiute dai Vescovi di Bergamo, raccolti in ricca serie nell'Archivio della Curia Vescovile di Bergamo.
La Visita più antica ci porta al martedì 4 ottobre 1547 quando il vescovo Vittore Soranzo, partito da Sorisole, dopo aver visitato la chiesa parrocchiale, visitò pure la chiesetta fuori della stessa parrocchiale "che soleva essere parrocchia" e poi "la bellissima chiesa di S. Rocco in loco campestri".
S. Carlo Borromeo visita la chiesa di Olera il 22 settembre 1575. Parla della chiesa di S. Rocco "abbastanza ampia e ornata", con quattro altari e afferma che, ogni tanto, per devozione, vi si fanno celebrazioni.
San Gregorio Barbarigo, Vescovo di Bergamo dal 1657 al 1664, è in Visita pastorale a Olera il 17 dicembre 1659. I suoi decreti interessano tanto la Parrocchiale quanto la chiesa di S. Rocco. Degno di nota è il fatto che venga menzionata la sacrestia dell'Oratorio di S. Rocco perché vi fossero affisse le tabelle.
Da documenti dell'archivio parrocchiale, tale Oratorio risulta eretto ad immemorabili. Nel 1630, la peste manzoniana (che purtroppo condannò al fuoco tutto l'archivio parrocchiale) infervorò negli olerani la devozione a S. Rocco, protettore e liberatore dalla peste. Una piccola lapide, murata sopra la porta che mette alla sacrestia, ricorda un voto emesso in quella circostanza.
Nel Cronicon Parrocchiale del 1924 si legge rispetto alla Cassa di S. Rocco " ...nessuno pensava alla Chiesetta di San Rocco da ordinare, ristaurare, al muro esterno di sostegno che si sgretolava, ed al campanile che mancava ...". Ma solo tre anni dopo tutto questo era opera compiuta.
Nel Cronicon Parrocchiale del 1929 si individuano le opere realizzate "Quest'anno si sono terminati i lavori per l'erezione del campanile, riuscito abbastanza bene su disegno del Parroco e da lui fatto eseguire, assistendo ogni giorno ai lavori e facendo da manuale. La parte superiore andava alzata di più... Vi vennero collocate pure tre campane della Ditta Mazzola di Vercelli, campane e castelli in ghisa tutto al prezzo di Lire 8.200. Si riordinò la chiesina, venne levato il pulpito che si trovava a levante a sinistra entrando dalla porta degli uomini... Furono scoperte le pitture esistenti, la testa di S. Sebastiano era tolta dai muratori che vi avevano messo il pulpito... Fu riordinato il tetto e coperto sopra la porta principale che non esisteva e l'acqua penetrava nella muraglia. Fu il pittore Poloni di Martinengo che mise la chiesa com'è attualmente e si sono spese Lire 3000. Le campane furono benedette il 4 agosto dal M. R. Vicario D. Negroni che disse appropriate parole. Ora la popolazione si prepara alle feste che avranno luogo l'anno venturo in occasione del 3° centenario del voto fatto dalla vicinia per la famosa peste del 1630. Si dice che di Olera fossero rimasti 4 o 5 individui". Era usanza degli incaricati per S. Rocco, detti deputati, tenere presso di loro le elemosine avute nelle questue ed organizzare ogni anno una festa dispendiosa per avere la lode del popolo. Il Parroco don Carlo Bosio, ritirò la Cassa, eliminò le feste, destinando i soldi alle spese per la chiesetta.

Il 12 agosto 1958 Don Giuseppe Beretta redige, per la Curia Vescovile di Bergamo, un inventario dei beni e degli arredi sacri in cui troviamo una descrizione dell'edificio.
Bella chiesetta alpestre contornata sui lati di mattina e mezzodì da sagrato cui si perviene dalla stradetta mediante scala in pietrame. Sul sagrato anti la chiesa vi vegeta un ippocastano. La facciata è liscia con tetto in due spioventi e gronda in legno sporgente. Gli spigoli sono in vivo ben squadrato. Al centro preceduto da quattro gradini portale in pietra ottimamente lavorata con cornice di coronamento.
Ai lati della porta trovasi due finestrelle rettangolari una per lato, a due luci ognuna, con settore in pietra di divisione ottimamente squadrato con inferriata e antini a vetri. Sopra la porta rosone circolare in contorno di pietra sagomata completo di serramento a vetri fisso.
La navata della chiesa è divisa in due campate da un arco a sesto acuto sul quale si scarica il tetto a due falde di legno in vista. Due finestrelle trovasi pure in lato di mattina e danno luce alla navata. Il presbiterio è elevato di tre gradini per tutta la larghezza ed è costituito da abside semicircolare con affreschi male ritoccati. Nella nicchia S. Rocco.
L'altare è in marmo con tabernacolo in legno scolpito (dopo i recenti restauri l'altare è stato completamente rimosso). Ai lati dell'absidina sempre sulla parete di fondo, due anconette preziose in legno scolpito e dorato. Sopra lo stesso dipinto a fresco trovasi la Madonna annunciata con l'Angelo.
Ai lati si presenta due porte: quella a mattina serve per l'ingresso laterale per gli uomini e quella di sera mette nella piccola sagrestia: l'interno di questa è coperto da una volta incrociata e presenta una finestrella verso sera con inferriata e vetri. Nella parete di mezzodì apertura di porta mette nel piccolo campanile che è in pietra discretamente lavorato. Ha tre campane di cui una è probabilmente quella elencata da Mons. Bernareggi, come antica.
Nell'abside compare l'affresco Cristo in Mandorla con Angeli del '400
Appeso alla parete di destra dell'altare MADONNA CON IL BAMBINO, dipinto ad olio su tela del sec. XVII (1,80 x 2,05) rubato nel 1995.
Appeso alla parete di sinistra dell'altare TRE SANTI Stefano, Antonio da Padova e Antonio abate, dipinto su tela del sec. XVII-XVIII (1,80 x 1,32) rubato nel 1995.
Sulla parete di destra MADONNA IN TRONO CON BAMBINO e SAN GIORGIO, due affreschi abbinati, e sotto SAN ROCCO e SAN SEBASTIANO, affresco del sec. XVI.

link:
Chiesa di San Bartolomeo Ap.
Chiesa della S.S. Trinità



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28 dicembre 2016

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