Storia di una vocazione
Durante la Festa Patronale di San Rocco (14-15-16 agosto 2010) Olera festeggia i 70 anni di vita consacrata di Suor Angelina Minotti.
Di seguito il racconto della vita di Suor Angelina che lei stessa ha scritto.
Sono nata ad Olera - già comune di Poscante ed ora di Alzano Lombardo - il 4 giugno 1918.
I miei genitori, Francesco ed Emilia Deldossi, erano cristiani fino in fondo.
Battezzata nella parrocchia San Bartolomeo di Olera con il nome di Maria Angelina, fui la
prima bimba dopo cinque fratelli maschi.
Compiuti i due anni, frequentai la scuola materna nell'asilo “Acerbis” di Olera, gestito
dalle suore di Maria Bambina. Ad esse, che mi educarono molto presto alla preghiera e
all'obbedienza, va ora il mio affetto riconoscente.
Terminai la scuola dell'obbligo a dodici anni e, ancora inesperta della vita, entrai, a Nese, in
uno stabilimento di tessitura.
Dopo tre anni, passai in uno stabilimento di Alzano Lombardo. Ci rimasi altri tre anni,
lavorando con le mie forze di adolescente in crescita.
In quel periodo ho maturato il desiderio, avvertito peraltro fin da bambina, di farmi suora,
per stare accanto agli ammalati negli ospedali.
Contro la volontà dei genitori, a 18 anni sono entrata nell'Istituto delle suore di Maria
Bambina(congregazione delle suore di carita' delle sante Bartolomea Capitanio e Vincenza
Gerosa) per dare inizio ad un periodo di prova, conscia di aver fatto una scelta seria, anche se
dolorosa per i genitori.
Già religiosa con voti temporanei (avevo 20 anni), la superiora mi destinò alla
clinica “Capitanio” di Milano come aiuto infermiera.
A 22 anni, confermai la scelta iniziale e feci la professione dei voti perpetui, promettendo
a Dio e a quanti erano presenti, come testimoni, di vivere il resto della mia vita in povertà,
castità e obbedienza.
Nel 1940, anche a Milano giunsero gli echi della seconda guerra mondiale e, il 15 agosto
del '43, la clinica venne letteralmente distrutta.
Il giorno dopo, quando io e le altre suore siamo uscite allo scoperto, abbiamo dovuto
costatare – Dio sa con che amarezza! - quanto fosse stato devastante quel bombardamento: la
clinica “Capitanio”, la nostra cara clinica, frutto di tanto amore, sacrifici e dedizione, era ora un
cumulo di macerie fumanti. La stessa cosa per la casa madre.
Partii verso Lodi con mezzi di fortuna.
Alla fine di ottobre, la superiora mi richiamò, per dirmi che la mia nuova destinazione era
tra gli alunni della scuola Immacolata di via Amedeo di Milano, sfollata a Galbiate di Lecco.
Nel 1944, ritornai a Milano, in via Amedeo, per accogliere e seguire i bambini costretti a
vivere in strada per mancanza di strutture di accoglienza. Rimasi a Milano fino al 1969 come
infermiera degli alunni bisognosi.
Dal '69 al '75 sono stata al ricovero di Pianello Val Tidone, in mezzo ai poveri braccianti,
rimasti senza casa. In quella preziosa opera, voluta da mons. Castagnetti, toccai con mano la
più grande povertà, vissuta però in modo dignitoso ed edificante.
Nel 1975 l'obbedienza mi chiamò a Bergamo, al Centro giovanile “Capitanio”, aperto e
diretto dalla dott.ssa suor Maria Luisa Carissoni, per recuperare dei giovani con problemi di
droga e sostenere in modo adeguato le loro famiglie. Durante la permanenza in quell’opera fui
testimone dei miracoli della provvidenza e della misericordia del Signore.
Nell'anno 2000, con il venir meno delle suore, il Centro fu affidato a operatori laici, preparati
a gestirlo da un punto vista umano, psicologico e formativo, determinando in loro il passaggio
da una vita buttata con l'assunzione di droghe ad una vita recuperata e vissuta all'insegna di
valori umani e cristiani.
Nel 2003, raggiunta l'età di 85 anni, ho scelto di entrare a far parte delle suore anziane
di Gazzaniga, per prepararmi all'incontro con il divino sposo. Con serenità, attinta dalla
preghiera, vivendo, giorno dopo giorno, nella carità e nell'amore, in silenzio e in punta di piedi.
Ho raggiunto la bella età di 92 anni, vissuti come dono del Signore e a servizio dei fratelli
sparsi nel mondo.
Il 15 agosto scorso, nella mia parrocchia di nascita, Olera, ho avuto la grande grazia di
celebrare con particolare gioia i miei 70 anni di vita consacrata: circondata dall'affetto di cari
nipoti, di numerosi parrocchiani, di sacerdoti presenti e, in particolare, del generoso parroco
don Antonio Gamba.
Un “grazie” sincero a tutti e a ciascuno. Ringrazio Dio per avermi dato doni in quantità, che ho
sempre cercato di condividere con chi chiedeva il mio aiuto: con grande apertura di cuore.
Non penso al domani. Vivo l'oggi secondo la volontà di Dio.
In Lui,
Suor Angelina Minotti